Si apre una stagione molto intensa per la Feneal Uil e la Uil, quella congressuale. È il periodo nel quale si riflette su quanto è stato fatto, su quello che possiamo e dobbiamo fare nel presente e su una prospettiva che deve essere in grado di dare ancora più forza al nostro sindacato.
La Feneal e la Uil sono pronte ad animare su tutto il territorio nazionale la riflessione ed anche l’orgoglio su quanto è stato fatto e si è in grado di fare. E la Feneal di Roma e del Lazio si sente fino in fondo partecipe di questo centrale momento della vita della nostra organizzazione.
Non abbiamo incertezze sulla esigenza per lavoratrici e lavoratori di avere a disposizione un sindacato forte, autonomo e propositivo. Abbiamo dimostrato di esserlo, siamo decisi a continuare su questa strada. E non ci fa fatica pensare che abbiamo il compito di tracciare un nuovo solco nel quale far muovere positivamente e con risultati concreti il nostro futuro.
Siamo convinti noi della Feneal Uil di Roma e del Lazio che il momento congressuale non è una fuga dalla realtà, bensì il modo migliore per individuare ancora una volta le proposte e i comportamenti utili a proseguire sulla strada delle tutele dei lavoratori e della pressione per garantire diritti e stabilità al lavoro.
Senza un impegno sindacale forte sarà infatti difficile ritrovare un percorso nel quale la politica industriale e quella delle costruzioni sia ancora un veicolo di sviluppo e non la rappresentazione di un declino che avanza. Finora dobbiamo constatare che la politica economica è al di sotto delle attese del mondo del lavoro. Anche perché non c’è un confronto fra proposte ma troppo spesso solo contrapposizione politica. Eppure, anche in questo contesto la Uil può rivendicare risultati positivi, anche per aver evitato un ribellismo fine a se stesso. C’è molto da fare, molto da confrontare, molto da modificare anche nella nostra realtà a Roma come nel Lazio. Non si può sperare di poter contare solo sull’effetto trascinamento del giubileo o del super bonus. Occorre aprire una nuova stagione di dialogo fra le forze sindacali e le Istituzioni locali con l’obiettivo di tracciare nuove e reali prospettive di occupazione.
La realtà nella quale ci impegniamo ci convince che solo un sindacato rifomista può essere protagonista del cambiamento. Ed abbiamo alcuni pilastri sui quali fondare la nostra iniziativa come, ad esempio, la contrattazione che resta fondamentale per il ruolo sindacale, la sicurezza per la quale la Uil e la Feneal hanno con caparbietà insistito anche in solitudine, gli enti bilaterali che sono non solo garanzie per i lavoratori ma anche un terreno costruttivo di partecipazione fra imprese e sindacato.
Su questi tre terreni non abbiamo nessuna intenzione di cedere, anzi siamo decisi a rafforzare la presenza sindacale e le risposte positive per il mondo del lavoro. Più in generale ci sentiamo impegnati a motivare con la pratica i nostri valori. Siamo in una realtà come quella del Lazio e soprattutto di Roma, storicamente versata per l’accoglienza e per la pace. Agiremo di conseguenza. Ed è importante che la voce dell’attuale Papa metta in guardia dalla cosiddetta diplomazia della forza. E siamo in una realtà dove il terrorismo e la violenza hanno colpito duramente ma sono usciti sconfitti. Il sindacato è da sempre scuola di tolleranza, di rispetto delle altrui opinioni, di difesa della dignità della vita umana. Una posizione che respinge la logica delle tifoserie, ma che spinge a trovare proposte adatte a sostenere una convivenza degna di una civiltà realmente democratica.
Il mio invito è allora di vivere la stagione congressuale con entusiasmo, volontà di partecipare, spirito costruttivo. In questi anni la Feneal Uil di Roma e del Lazio come quella nazionale e la Uil tutta hanno lavorato con grande convinzione ed hanno avuto rispetto e considerazione. È il viatico che serve per andare avanti e conseguire ancora buoni risultati per le nostre lavoratrici e lavoratori.
Giovanni (Agostino) Calcagno
Segretario generale Feneal Uil Roma e Lazio