Per una economia “malata”, la ripresa del settore costruzioni.

Per una economia “malata”, la ripresa del settore costruzioni.

Per una economia “malata”, la ripresa del settore costruzioni.

 

Aumentano le preoccupazioni per la situazione economica mondiale specialmente dopo gli interrogativi posti dal difficile momento che attraversa la Cina e le cui ripercussioni (non solo turistiche) possono farsi sentire pesantemente in corso dell’anno. Se pensiamo che le previsioni sulla crescita dell’Italia anche quest’anno sono molto modeste, è legittimo chiedersi se non sia il caso a livello nazionale come a quello locale (Roma e dintorni) di porsi il problema di come ammortizzare le difficoltà con interventi appropriati.

Si prenda il caso di Roma, città che continua ad apparire come abbandonata a se stessa ed alla sua gloria passata. Se il turismo fletterà e se nel frattempo continuerà a latitare un progetto nuovo per la città frutto di un confronto serio e vero fra la Giunta, i partiti e le forze sociali e sindacali, non è difficile immaginare che si continuerà a navigare in acque stagnanti.

In questa fase economica ancora incerta ,a maggior ragione il nostro settore il punto di forza di ogni sensata politica di investimenti. Le motivazioni sono perfino banali: la ripresa delle opere pubbliche strategiche, la rigenerazione urbana, la messa a punto di progetti per la manutenzione del territorio, possono fornire le basi per una tenuta della nostra economia a largo raggio, utile nella emergenza attuale ma anche per le prospettive di lavoro e di riorganizzazione dei territori. Roma da questo punto di vista non può essere ancora una volta la grande assente.

Certo, occorre rivedere rapidamente il decreto sblocca-cantieri, rimettere ordine nel settore, ritrovare una forte sensibilità nei confronti del problema della sicurezza. Detto questo però ci sembra prioritario che invece di riempire la scena politica di interminabili discussioni su questioni pure importanti ma che immobilizzano l’azione delle Istituzioni ad ogni livello, si tornasse a parlare di quella buona economia che fa ripartire il Paese. E non c’è dubbio che si debba iniziare a ripartire dalle costruzioni. Ogni altra suggestione in questo momento potrebbe essere solo il modo per consolidare ritardi e perdere opportunità che non possiamo più permetterci. E’ invece tempo di rimboccarsi le maniche.

Anche perché se davvero in Europa si avviasse un ripensamento sulle “regole” dei conti pubblici, potremmo rivendicare a maggior ragione il capitolo dell’extra deficit per le opere pubbliche fondamentali se saremo in grado di dimostrare che si stanno già facendo fatti concreti.

Infine l’economia romana: c’è bisogno di una forte svolta in ogni direzione. Lo stato di abbandono in cui versa la città è ormai da tempo intollerabile. Lo è ancor di più se si constata che non c’è una direzione di marcia ragionevole, mentre già si agitano i clan politici in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Ecco perché è importante che le organizzazioni sindacali degli edili con realismo ed autonomia proseguano nello sforzo di incalzare le Istituzioni e le controparti: il nodo lavoro, la sua qualità, la sua sicurezza è più che mai centrale. La FenealUil di Roma come sempre porterà avanti questa priorità per il bene della città, dei cittadini e dei lavoratori.

 

Giovanni (Agostino) Calcagno

Segretario generale Feneal Uil Roma e Lazio