Si è concluso pochi giorni fa il percorso dei congressi della Feneal Uil. Possiamo esser fieri della appartenenza a questa organizzazione sindacale. A Roma e nel Lazio abbiamo constatato che il nostro lavoro, comune ed intenso, ha generato rispetto; le nostre proposte attenzione e dialogo; i nostri obiettivi un consenso reale fra coloro che rappresentiamo. Ed è stato lo stesso nel cammino compiuto nelle altre parti d’Italia.
Naturalmente abbiamo di fronte sfide impegnative e dobbiamo essere più forti di coloro, ce ne sono, che non accettano i nostri valori come quella della bilateralità, le nostre scelte come gli strumenti che diventano una barriera sempre più efficace nei riguardi del lavoro nero ed irregolare e delle insidie della criminalità.
La realtà sociale nella quale purtroppo emergono tante insicurezze, tanti problemi aperti, non poche ingiustizie, trova però in un impegno sindacale come quello della nostra Feneal una speranza concreta.
Lo dimostrano i fatti: da quelli interni che hanno visto un ricambio generazionale che non sarebbe possibile se non fosse credibile la nostra iniziativa. E nella Fenal di Roma e del Lazio un ricambio c’è stato e ci permetterà di muoverci con ancora più energia nei luoghi di lavoro con la gratitudine verso coloro che hanno fatto molto per questa realtà sindacale.
La concretezza, inoltre, si è ancora una volta dimostrata un’arma vincente pur nelle difficoltà economiche e sociali di questo difficile periodo. Ed ancora una volta i fatti ne fanno fede: il confronto sulla situazione salariale con il Governo ha valorizzato le posizioni della Uil e della Feneal Uil con il riconoscimento del salario dignitoso ed i passi in avanti compiuti contro gli accordi pirata e quel sottobosco di ambiguità che fanno solo del male ai lavoratori ed alle imprese che agiscono correttamente. Non siamo rimasti inchiodati ai no pregiudiziali ma senza rinunciare alla nostra libertà piena di giudizio siamo riusciti come Uil e come Feneal a smuovere l’immobilismo che sul piano contrattuale e normativo finiva per incoraggiare pratiche che mettono in pericolo sicurezza e dignità delle condizioni lavorative.
Abbiamo sottolineato inoltre come la tecnologia non deve essere considerata un tabu: non è un caso che in Parlamento si sia arrivati ad un atto molto importante per i lavori del terremoto del 2016 che introdurrà obbligatoriamente il badge nei cantieri. In quella occasione dal governo e dagli esponenti politici è giunto l’apprezzamento unanime per la bilateralità e per decisioni che al tempo stesso tutelano la vita dei lavoratori edili ma anche fanno chiarezza sulla situazione contrattuale degli stessi. Avevamo visto giusto come Feneal Uil di Roma e del Lazio nel premere peer l’introduzione del badge nei cantieri di lavori pubblici e per estendere questo strumento il più possibile nel futuro. E proprio la sperimentazione da noi ottenuta con le altre organizzazioni sindacali della regione quasi…pioneristicamente ha poi creato i presupposti per puntare ad un utilizzo più ampio e ben regolato.
Si tratta di una sconfitta di quelle forze che hanno cercato proprio anche in Parlamento di picconare le esperienze delle Casse edili e degli altri organismi bilaterali per cercare di affermare una rappresentatività che altrimenti non potranno mai avere.
Ma è necessario continuare a tenere alta l’attenzione ed a dimostrare che i tentativi per intorbidare mercato del lavoro e relazioni industriali sono destinati al fallimento. Il settore è in una fase di importante tenuta, ad essa dobbiamo come sindacato guardare come un punto di partenza che non va assolutamente indebolito. Il settore edile, lo abbiamo già detto molte volte, è stato cruciale per la crescita economica. Ora con le crescenti difficoltà internazionali dobbiamo sapere che procedere nella tutela di lavoratrici e lavoratori richiederà una capacità di incalzare i nostri interlocutori istituzionali e imprenditoriali verso proposte e progetti che diano una prospettiva stabile anche in situazioni complicate. Non è un impegno da poco, ma è certamente alla portata di una Feneal di Roma e del Lazio che non teme le sfide ed ha nel suo riformismo le carte in regola per ottenere risultati tangibili.
Giovanni (Agostino) Calcagno
Segretario generale Feneal Uil Roma e Lazio