Le costruzioni ripartono…

Le costruzioni ripartono…

Lentamente, con prudenza, ma sembra che la ripartenza possa ricominciare finalmente a dare respiro ad una economia ed a un disagio sociale i cui danni ancora in buona parte restano invisibili. Dobbiamo evitare che il risveglio sia troppo amaro e perché non lo sia vanno stabilite fin d’ora le condizioni per una ripresa lavorativa che non assomigli ad un limbo assistenziale. Per il sindacato resta fondamentale la priorità della sicurezza. Non sarebbero accettabili ripartenze all’italiana. Ma proprio per tale motivo è bene che il Governo cancelli le incertezze interpretative dei suoi atti che riguardano le modalità di riapertura delle attività in modo tale da non scoraggiare le imprese  a partire dal nostro settore, quello delle costruzioni. La confusione normativa assieme alla selva burocratica che permane sono due ostacoli che vanno rimossi al più presto. Così come specie nel nostro settore si avverte la necessità non solo di interventi a fondo perduto accanto ai prestiti bancari, ma anche di avere un orizzonte più chiaro per quel che riguarda la cassa integrazione. Vanno ricostituite insomma le basi per ricreare fiducia in un mondo del lavoro profondamente scosso dalla inattività e dal clima tremendo indotto dal propagarsi del virus.  E’ indispensabile che si passi dal tempo della paura a quello della paziente ma determinata riorganizzazione della economia reale. E’da qui che dobbiamo ripartire tutti insieme, rimboccandoci le maniche e dare quella spinta necessaria che serve al nostro amato paese. La Feneal Uil  di Roma è convinta che ci vuole meno burocrazia per far ripartire le opere pubbliche ma questo non vuol dire deregolare le normative esistenti  sulla sicurezza e aggirare il nostro contratto nazionale di riferimento. E non ci stancheremo mai di dirlo, il nostro settore più sarà considerato, più darà un contributo importante all’ intera ripartenza della economia reale. Alcune misure sono certamente utili come quelle legate alle ristrutturazioni energetiche ed antisismiche. Ma non può bastare per frenare i rischi di consistenti chiusure di piccole attività. Quello che è urgente è un grande programma di opere a Roma, come sul territorio nazionale, che abbia risorse e tempi certi ed offra quindi la possibilità di tornare ad investire e lavorare.

Se davvero occorre cambiare, il nostro settore diventa un test fondamentale per misurare l’effettiva capacità politica delle Istituzioni  centrali e locali di uscire dall’immobilismo che ha contrassegnato questi ultimi anni per agire in modo profondamente diverso dal passato. Roma ha una economia in grande parte da ricostruire. Altri ritardi  a questo punto nella definizione delle tante cose da fare non sarebbero ammissibili soprattutto nel settore delle opere che vedono protagoniste le costruzioni. Avremmo fra l’altro l’occasione per rilanciare un progetto di lungo periodo che metta in sicurezza il nostro patrimonio archeologico ed artistico che nella nostra Regione è fondamentale per le sue sorti economiche ma anche per ridare fiato al futuro del turismo penalizzato duramente dalla epidemia. Ci aspettiamo di conseguenza  un modo non più autoreferenziale  di fare le cose o disattenderle come spesso è avvenuto. Il sindacato ha dimostrato e dimostra di saper assumersi le responsabilità del caso. E’ ora che questo comportamento venga valutato per quello che è, dando il via ad una stagione di confronti ed intese in grado di fornire un reale slancio e nuova convinzione ad una dura e lunga risalita della nostra economia che ci permetta la tenuta del lavoro e prospettive che non siano quelle di un Paese costretto a vivere sulla assistenza e sui debiti. Al riguardo ci sono  migliaia di lavoratori  in cassa integrazione a causa del Covid-19 e moltissimi di loro ancora stanno aspettando che l’Inps e la Regione  eroghino le loro  spettanze. Si tratta di lavoratori in gran parte monoreddito e che si trovano in grandi difficoltà economiche. Inammissibile tutto questo : siamo arrivati già  al 15 maggio  altro che 15 aprile (data promessa per il pagamento della cassa integrazione) !!!  La Feneal Uil di Roma si batterà sempre affinchè questa ennesima ingiustizia a danno dei lavoratori  venga al più presto risolta.

 

Giovanni (Agostino) Calcagno

Segretario generale Feneal Uil Roma e Lazio