L’eco del Congresso UIL di Padova

L’eco del Congresso UIL di Padova

Non si spegne l’eco del congresso della Uil a Padova ed è la dimostrazione che il cammino percorso ha evidenziato un sindacato protagonista che poggia su alcuni pilastri insostituibili: la coesione, l’autonomia, la concretezza, il riformismo che vuole e cerca risultati tangibili. Il congresso della Uil ci ha riempito di orgoglio, inutile nasconderlo. Pier Paolo Bombardieri è stato riconfermato Segretario Generale all’unanimità come era giusto che fosse in riconoscimento del suo grande lavoro teso a fare della Uil una organizzazione che ha coraggio, determinazione, entusiasmo. E di entusiasmo a Padova ce ne era davvero tanto.

Il congresso dimostra che il movimento sindacale tutto è in grado di essere quando abbandona posizioni ideologiche o di parte un interlocutore fondamentale in una stagione quanto mai difficile della nostra società. E se questo è avvenuto non è di certo un caso ma la conseguenza di una azione portata avanti con decisione da Pier Paolo Bombardieri e dall’intera Uil.

Se si osserva bene del resto lo svolgimento dei lavori congressuali non si può non notare che anche l’accoglienza alla Presidente del Consiglio Meloni non ha minimamente messo in secondo ordine la necessità di un confronto serrato sui problemi aperti del mondo del lavoro a partire dal salario, dal fisco, dalla sicurezza. Quello che occorre è infatti un confronto vero non sterili contrapposizioni che non affrontano realmente i nodi di una crescita stentata che non elimina incertezze sul futuro.

Se c’è la volontà di discutere nel merito, la Uil non si è mai sottratta, ma non ha nemmeno mai svenduto la sua autonomia. E siamo pronti a guardare avanti: nei nostri congressi della Feneal avevano indicato chiaramente la esigenza di affrontare la questione della intelligenza artificiale, da non esorcizzare ma da governare nell’interesse delle condizioni del lavoro e dei dritti che possono essere rimessi in discussione. Il congresso di Padova ha dato ragione a questa impostazione ed ha mostrato su questo importante versante dell’impegno sindacale una confederazione che sa essere all’avanguardia perché priva di paura nel confrontarsi con una questione che richiede un salto di conoscenza essenziale.

E non possiamo tacere che attendiamo anche che le parole del Governo sugli incidenti del lavoro si traducano in fatti. Vi è una novità: finalmente una sentenza ha condannato un imprenditore che aveva lasciato morire il suo bracciante in un modo disumano. È un caso particolare, è vero, ma richiama la necessità che la giustizia renda palese a tutti che non vi è alcuna impunità nel doloroso campo degli incidenti sul lavoro. Quella sentenza può costituire insomma un primo passo per un cambiamento.

Non va lasciata cadere. Occorre proseguire in una battaglia che la Uil ha intrapreso da tempo anche in solitudine per contrastare un fenomeno che continua ad uccidere. Si tratta di prevenzione, di controlli, di badge agli ingressi, di contratti pirata, di lavoro irregolare, di sistema degli appalti. Molto c’è da fare ancora. Il movimento sindacale, Padova lo ha dimostrato, non sta alla finestra, vuole contare, vuole cambiare ciò che non va, vuole dare una prospettiva soprattutto ai giovani. La Uil ha indicato la strada ed è prontissima a percorrerla. Un’ ottima notizia per lavoratrici e lavoratori.

Giovanni (Agostino) Calcagno

Segretario generale Feneal Uil Roma e Lazio