Manovra e costruzioni, pericolosa estraneità.

Manovra e costruzioni, pericolosa estraneità.

Ad osservare gli obiettivi della prossima manovra da 23,5 miliardi di euro balza agli occhi la sottovalutazione del ruolo delle costruzioni nella asserita volontà di garantire lavoro e prospettive di crescita. E’ un segnale che ci preoccupa, anche se molto e’ ancora da vedere e valutare. Di solito quando le scelte economiche nazionali indicano un percorso, certamente dettato da molteplici fattori, vi è il rischio che se non altro per costruirsi un alibi anche le Istituzioni locali tendano a uniformarsi. Ed a Roma e nella nostra regione dopo la fine dei lavori del Giubileo e realizzati con il Pnrr potrebbe profilarsi una situazione di stasi che va scongiurata perché potrebbe rispedire l’economia del Lazio nell’incertezza.

Si tenga conto infatti che buona parte della tenuta economica si deve a costruzioni e infrastrutture mentre purtroppo si assiste ad un declino inquietante di parte del sistema industriale senza poter contare su una politica industriale che inverta questa tendenza.E teniamo soprattutto in debito conto che anche quando il lavoro c’è come ora non si può trascurare la situazione dei redditi da lavoro e da pensione come pure del risparmio delle famiglie.  Un problema che sa di emergenza continua, aggravata dalla crisi energetica in atto.

E’ per tale motivo che sarebbe un grave errore tarare i futuri interventi sul piano produttivo sull’entrata in campo del periodo pre elettorale che potrebbe produrre problemi seri nel 2027 se non si osserverà un giusto equilibrio nel quale le priorità spettano comunque al lavoro, ai salari, a progetti strutturali realizzabili di modernizzazione degli assetti complessivi del nostro sistema Italia.

A Roma come pure nel Lazio c’è molto da fare, basterebbe ricordare i recenti danni del maltempo sui nostri litorali come pure nelle periferie. Non si tratta solo di manutenzione, pure necessaria, ma anche di carenze croniche che chiamano in causa la vita delle periferie, l’ammodernamento ecologico, l’utilizzo delle nuove tecnologie e della intelligenza artificiale, la sistemazione di un sistema di trasporti che continua a pesare ingiustamente su migliaia di lavoratori pendolari, la stessa gestione dei rifiuti e del riciclo quando i pochi finanziamenti del Pnrr cesseranno. E sono solo alcuni titoli che però non possono essere disattesi da una credibile agenda di interventi nei nostri territori.

Naturalmente resta del tutto impregiudicato il tema che per noi è prioritario della sicurezza sui luoghi di lavoro, della prevenzione e del controllo per i quali servono adeguate risorse umane e finanziarie. Non possiamo farci catturare insomma da una sorta di assuefazione al clima politico e sociale prevalente che potrebbe creare vuoti di iniziativa da scontare successivamente.

E’ il momento, ancora una volta, di non perdere di vista il ruolo di un movimento sindacale nella nostra regione e a Roma in grado di evitare di essere spettatore di quello che accade per invece reclamare un coinvolgimento nelle scelte che verranno fatte ed un confronto puntuale su ciò che maturerà a livello Istituzionale e politico. Con un chiaro atteggiamento che guarda alle necessità del mondo del lavoro e perciò autonomo e propositivo.

Giovanni (Agostino) Calcagno

Segretario generale Feneal Uil Roma e Lazio