Morti sul lavoro, quota mille superata

Morti sul lavoro, quota mille superata

Fa impressione constatare che un dato da emergenza come il superamento in questi giorni della cifra di mille morti sul lavoro sia stato sostanzialmente ignorato dalla politica e magari sarà recuperato più avanti nelle solite uscite retoriche di circostanza.

Si discute molto ed a ragione dei problemi concreti del nostro Paese dalla situazione dei salari a quella della sanità e della assenza di politica industriale, ma il contrasto agli incidenti del lavoro non lo si trova mai fra le priorità che animano il dibattito politico. Eppure gli incidenti gravi ci sono ed in numero tale da imporre una attenzione che finora non si vede nell’azione del Governo peraltro assai poco incalzata da coloro che al governo imputano un fallimento dietro l’altro.

È necessario allora che si tenga da parte sindacale ben alta la guardia e si continui con la nostra tenacia di Uil e Feneal Uil a ribadire le proposte che possono arrestare questa scia di sangue dietro la quale ci sono drammi familiari ignorati e c’è purtroppo una richiesta di giustizia in attesa.

Peer noi della Feneal Uil di Roma e del Lazio il grave problema degli incidenti sul lavoro rimane quindi un terreno di impegno fondamentale anche perché si collega a questioni di sistema del settore delle costruzioni, dagli appalti alle nuove tecnologie.

In questi giorni stiamo assistendo inoltre all’avvio di confronti sul futuro politico di Roma. Come al solito però si ricava la sensazione che contino soprattutto le alleanze rispetto alle piattaforme dei temi da affrontare e da risolvere. Di certo sarebbe un errore ignorare il sindacato delle costruzioni a Roma, visto che la tenuta produttiva della città e di gran parte della regione dipende dal nostro settore e che soprattutto molto c’è da fare. Non aiuta di certo il clima di confusione e di tensioni che attraversano il Paese.

È in questi momenti che la cultura riformista potrebbe svolgere un utile ruolo riportando al centro della attenzione di tutti le questioni reali ed il primato di un confronto concreto e costruttivo. Purtroppo siamo a ncor3a lontani dalla percezione che questa sia la strada da seguire, ma le alternative finora a partire dalla contrapposizione fine a se stessa non hanno fatto altro che arroventare la nostra società quando invece la stessa protesta giovanile, quella che non sfocia in violenze (confermiamo la nostra solidarietà alle forze dell’ordine) segnala l’esigenza di riflessioni profonde sullo stato del nostro vivere economico e civile e sulla necessità di coraggiosamente sui compiti nuovi delle classi dirigenti.

Giovanni (Agostino) Calcagno

Segretario generale Feneal Uil Roma e Lazio