Nei primi sette mesi del 2026 sono state 32 le vittime sul lavoro nel solo Lazio. Ed è una regione nella quale si sono fatti importanti accordi per frenare questa inaccettabile sequenza di morte. La politica è di scena con le sue divisioni, dalla legge elettorale all’Ucraina, ma non spende un secondo per riprendere in mano il tema della sicurezza sul lavoro a partire da controlli ed appalti. Ed è allarmante che ormai gli incidenti sul lavoro stanno tornando ad essere solo fatti di cronaca e non una emergenza alla quale dare risposte concrete, mutando davvero scelte e comportamenti.
La battaglia della UIL e della Feneal UIL rimane dunque quanto mai attuale e reale. È necessario che per quanto riguarda la nostra regione non si perda quel filo del confronto fra Istituzioni locali, imprese e sindacati che è la vera difesa per garantire sicurezza a lavoratrici e lavoratori. Oggi il tema sicurezza di cui inevitabilmente si discute è quello che riguarda la quotidianità’ della nostra vita sempre più offesa da violenze di ogni tipo.
Una questione grave che non si può risolvere con grida manzoniane ma provando ad andare oltre le contrapposizioni che al dunque finiscono per esaltare solo sterile propaganda. Ma questo problema non può fare passare in secondo piano l’azione per ridurre un fenomeno che invece in situazioni produttive ancora positive finisce con fornire dati ancora in crescita.
Il nodo sicurezza sta diventando da qualsiasi parte lo si affronti decisivo per il nostro vivere civile. E l’aspetto che riguarda il lavoro, certamente specifico, può se affrontato con decisione diventare comunque un altolà forte ad una presunta ineluttabilità che invece non deve trovare posto come giustificazione per le vittime sul lavoro nella nostra società’.
Giovanni (Agostino) Calcagno
Segretario generale Feneal Uil Roma e Lazio